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ΚΑΛΑΜΑΡΑΚΗΣ (KSA) - HEADQUARTER OFFICE BUILDING

Progetto architettonico completo per la riorganizzazione degli spazi ufficio all’interno dell’edificio direzionale dell’azienda di automazione Kalamarakis, ad Atene.

- Il progetto è attualmente in corso.
 

La proposta architettonica si basa su un equilibrio tra l’identità industriale dell’involucro esistente e un’immagine lavorativa più chiara e contemporanea. Il soffitto a vista tipo Tsélner, le griglie metalliche, il mattone rosso e le superfici vetrate conservano la memoria dell’edificio, mentre i nuovi interventi introducono maggiore chiarezza, calore e organizzazione funzionale.

La luce è trattata come un elemento compositivo centrale. Corpi illuminanti lineari, illuminazione nascosta, nicchie luminose e dettagli perimetrali rafforzano il ritmo dello spazio e valorizzano aree specifiche, come la reception, la sala riunioni centrale e le zone di collaborazione.
 

CMF — Materialità & Finiture
L’approccio materico del progetto è stato definito dall’involucro esistente e dai reali vincoli dello spazio. Il mattone rosso, già presente nell’edificio e parte caratterizzante della sua identità complessiva, è stato mantenuto come riferimento materico principale. Questa scelta non è stata interpretata come un limite, ma come punto di partenza per la nuova materialità dell’intervento.

 

La ristrutturazione riguarda il piano terra, dove si concentrano le principali funzioni amministrative dell’azienda. Le funzioni di supporto, i reparti tecnici, la logistica e alcune aree operative più specifiche vengono trasferiti al livello superiore. La nuova organizzazione del piano terra richiedeva maggiore chiarezza, un flusso funzionale più leggibile e un’immagine più coerente per l’accoglienza e il lavoro.

A causa dell’altezza limitata dello spazio esistente, gli interventi sul soffitto e sul pavimento dovevano rimanere controllati. Per questo motivo, la proposta si basa su gesti semplici ma precisi: pavimento con piastrelle 60×60 e fughe sottili, superfici bianche, pareti vetrate, filtri in legno e zone locali di controsoffitto sospeso in cartongesso.
 

I nuovi controsoffitti funzionano come interventi leggeri di definizione spaziale. Creano piccole variazioni di quota, integrano illuminazione nascosta e contribuiscono a delimitare le diverse aree senza chiudere lo spazio. In questo modo, la luce diventa uno strumento di lettura spaziale, non solo un elemento tecnico.

La palette combina il mattone rosso esistente con rovere chiaro, vetro, cemento, superfici bianche ed elementi metallici in olive green. Il contrasto tra il fondo industriale e i nuovi interventi più puliti crea un ambiente di lavoro contemporaneo, funzionale e umano, senza cancellare la memoria dell’edificio.

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